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Esoterismo e forme
(15/09/2007)

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Noi e gli altri.
Esoterismo ed essoterismo.
Esoterismo significa diretto verso l'interno.
Essoterismo verso l'esterno.
Per cercare di capire quale possa essere il nostro comportamento nei confronti degli altri dobbiamo cercare di capire come il nostro fuoco debba agire verso il macrocosmo e come dobbiamo agire sull'acqua che lo stesso ci riversa sopra.

Già da queste domande capiamo che il centro siamo sempre e solo noi, sia nel dare che nel ricevere.
La nostra istituzione ci indica la via delle tradizione, del simbolo, del mito, che, debitamente interpretati, ci aiutano a capire il mondo e noi stessi.
L'attenzione va posta infatti su questo punto fondamentale:
il mito, il simbolo e la tradizione in generale, rivelando, cioè coprendo con un velo, la realtà (e costituendo essi stessi un velo) ci impongono di non soffermarci sulle apparenze ma cercare di andare oltre, vedere ciò che ci è nascosto dal velo di Iside e l'unica strada che possiamo percorrere per andare oltre è la nostra interiorità, la nostra terra, in fondo alla quale potremo scoprire la pietra, la solida base.
Ma in questa ricerca incontriamo diversi ostacoli, rappresentati soprattutto dagli eventi che ci colpiscono ed ci coinvolgono.

Di qui la necessità di capire in che modo ci si debba rapportare agli eventi, in particolare rappresentati dal prossimo.

Tutte le tradizioni ci rivelano che dalla parola o con la parola è stata effettuata la creazione.
Allora, se in noi c'è anche un piccolo barlume della divinità, come credo ci sia, potremo anche noi effettuare delle piccole creazioni.

ossiamo intuire la grande responsabilità che le nostre azioni comportano.
Ogni volta che noi agiamo, creiamo delle forme che, una volta create, acquistano vita propria.

Labirinto nella cattedrale di Chartres: esoterismo ed essoterismo nello stesso luogo

Forse tutte le grandi religioni sono forme che una volta create dagli uomini, che tutti noi conosciamo, sono cresciute indipendentemente dal modo di interpretarle.
Senza avere la presunzione di creare nuove religioni, che tra l'altro spesso e grazie alle loro verità indiscutibili ed assolute, servono più a dividere che ad unire, possiamo cercare di analizzare il modo di interazione tra noi e gli altri, tra microcosmo e macrocosmo anche e soprattutto per il raggiungimento dello scopo dei nostri lavori: il bene ed il progresso dell'umanità.
Suppongo che nelle nostre azioni sia necessario distinguere intanto il contenuto dalla forma:
qual è il prodotto del nostro fuoco?
E come dagli altri viene percepita l'acqua da esso generata?
Come il contenuto o come la forma che la contiene? Probabilmente come forma.
Proviamo quindi a vedere se abbia senso parlare di forma e se, a ben guardare, si trova riscontro nelle varie tradizioni che con la loro grande luce riescono a farci appena intuire quale possa essere la realtà.
Ed ancora: quali sono i punti in comune tra le tradizioni? Come potremmo definire il verbo creatore di Jahvè, e come le emanazioni di Brama?
La piccola intuizione, generata in noi dalla tradizione, ha però ha il grande pregio di farci porre queste domande, manifestazione dei DUBBIO, il grande motore dell'evoluzione umana.
Cerchiamo quindi di alimentarlo ponendoci sempre più domande e cercando, partendo dalle piccole forme da noi create, di arrivare ad intuire le grandi.

 

 

Pan

 
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