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I Tarocchi - La Ruota della Fortuna
(20/12/2010)

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La Ruota della Fortuna

(Tarocchi di Alfredo di Prinzio)

Se nell'immaginario collettivo, la Fortuna viene rappresentata come una dea bendata che favorisce a caso l'uno o l'altro individuo, la Fortuna associata alla Ruota della lama numero 10 dei Tarocchi, contiene invece in sé una precisa rappresentazione della dinamica con la quale si esplicano le alternanze degli opposti menzionate nella carta dell'Eremita.

Il numero 10 che identifica la Ruota della Fortuna, è il compendio del lavoro eseguito fino a questo punto, dal Bagatto all'Eremita; lo scopo è stato quello di individuare la sintesi con la quale operare.

Nel 10 questa sintesi si esprime con l'unione delle due polarità, con lo YOD, o il germe di vita.

L'uno del numero 10 può essere associato all'asse, per mezzo del quale la ruota può girare in modo equilibrato senza che vi siano delle oscillazioni; questa allegoria fa pensare, quindi, che esista un agente fissante la circolarltà, quindi il movimento per rendere stabile la sua funzione.

Analizzando la lama numero 10 osserviamo che l'asse è rappresentato dalla verticalità dell'elemento che sorgendo dalle acque s'innalza fino ad incontrare il centro della ruota, nel quale è posta una manovella.

Per amor d'analogia e come sempre suggerito dalla tradizione ermetica, ogni simbolo va riportato al corpo umano, inteso come più volte menzionato il tempio, dove le leggi del macrocosmo si rispecchiano e si propagano nella realtà, utilizzando gli strumenti che il corpo stesso ha in rotazione.

Perciò la verticalità,rappresenta la colonna vertebrale,la manovella posta al centro, è l'elemento attraverso il quale la vita si genera, la ruota è il complesso delle dinamiche esistenziali, che sostanzialmente riproducono i parametri del moto dell 'universo riprodotti fedelmente nell'uomo.

Le due figure che gravitano aggrappate alla ruota, una dalle sembianze orrende, l'altra più apprezzabile, sono il duplice aspetto della stessa energia, per mezzo della quale, attraversando le acque inferiori (emozioni), è possibile mettere ordine nel caos e raggiungere l'apice della ruota, dove la sfìnge alata attende e fìssa ogni successiva sedimentazione.

Tuttavia quanto trasmesso allegoricamente dalle figure, non si può realizzare senza mettere in moto questo processo che può avvenire solo utilizzando "la manovella"; solo la generazione può avere aggio sulla rigenerazione.

A questo punto, è necessario spendere qualche parola sulle due figure serpentiforme che si avvolgono lungo l'asse centrale della ruota e spezzare di conseguenza, una lancia in loro favore, dato che proprio alla figura del serpente, è stata associata un'immagine ambigua e tentatrice, soprattutto nella cultura cattolica.

Nell'iconografìa della decima lama,il serpente assume una diversa connotazione; esso rappresenta la sostanza spermatica dell'uomo, alla quale è strettamente legato lo sviluppo intellettivo in fase di crescita.

I due serpenti assumendo i colori uno del verde e l'altro del rosso, indicano uno sdoppiamento della stessa materia; infatti per le caratteristiche attribuite a questi colori, si constata una duplice consistenza.

Il verde, è il colore dell'acqua che ha valore di mediatore tra caldo e freddo e serve a mantenere costante la temperatura della parte ignea-spirituale, concentrata nella colorazione rossa.

Senza questo equilibrio, non può avvenire una vivificazione graduale ed armonica dell'acqua primordiale e pertanto il tridente brandito dal diavoletto, non potrebbe trasformarsi nel caduceo alato dell'Ermanubi (l'altra figura dalla testa di cane).

Osservando la natura intorno a noi, come non intuire nel cambio delle stagioni, la medesima regolarità e sincronicità che ispira la Ruota della Fortuna?

D'altronde la primavera verde, preannuncia e prepara delicatamente, l'arrivo dell' estate rossa.

Simeon        

 
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