Home

Un giorno un giovane si recÚ da un saggio e gli chiese:
(01/04/2018)

Untitled Document

Un giorno un giovane si recò da un saggio e gli chiese:
«Padre, che cosa debbo fare per acquistare la saggezza?». 

Il saggio non gli dette risposta alcuna. Dopo aver ripetuto la domanda parecchie volte senza risultato, il giovane se ne andò, ma tornò l’indomani con la stessa domanda.

Ancora una volta egli dovette rimanere senza risposta; tornò ancora il terzo giorno ripetendo insistentemente la sua domanda: «Padre, che cosa debbo fare per acquistare la saggezza?».

Finalmente il saggio si diresse verso un fiume vicino, ed entrando nell’acqua invitò il giovane a seguirlo.

Quando furono giunti in un punto sufficientemente profondo, il saggio afferrò il giovane alle spalle e lo immerse sotto l’acqua nonostante gli sforzi che quegli faceva per liberarsi. 

Infine, tuttavia, lo lasciò, e quando il giovane ebbe ripreso il fiato, il saggio lo interrogò:

«Figlio, mentre stavi sott’acqua qual era il tuo più grande desiderio?». 

Il giovane rispose senza esitare: «Aria, aria; desideravo l’aria!». 

«Non avresti preferito avere ricchezze, piaceri, potenza o amore, figlio mio? Non pensavi aduna di queste cose?» interrogò il saggio.

«No, padre; desideravo solo ed unicamente aria» fu l’immediata risposta.

«Ebbene, disse il saggio, tu diverrai sapiente se desidererai la sapienza con la stessa intensità con la quale or ora desideravi l’aria. Tu devi lottare per essa ad esclusione di qualunque altro scopo nella vita. La sapienza deve essere la tua unica aspirazione di giorno e di notte. Se tu ricercherai la sapienza con un tale fervore, figlio mio, certamente diverrai saggio».

Questo è il primo, basilare requisito che deve possedere l’aspirante alla sapienza occulta; egli deve avere un fermo desiderio, una sete ardente di sapere, uno zelo che non si lascia vincere da nessun ostacolo; ma il motivo supremo per la ricerca di questo sapere occulto deve essere l’ardente aspirazione di beneficare l’umanità, e di lavorare per gli altri nel completo oblio di sé.

Se non viene ricercato per questo motivo, il sapere occulto riesce dannoso.

Senza possedere queste due qualità – specialmente l’ultima (l’altruismo) – almeno in una certa misura, ogni tentativo di calcare l’arduo sentiero dell’occultismo sarebbe impresa arrischiata.

Max Heindel

 
www.kuthumadierks.com