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Religione
(contenuto e contenitore)

(15/04/2007)

Grigi, rettili, nordici o altro ?

 

Mi sono domandato più volte, qual'è lo scopo delle religioni. Una delle risposte più ovvia è l'evoluzione spirituale dell'Umanità.

Così ogni popolo è custode e conservatore della propria tradizione religiosa, che gli calza come un guanto, in quanto queste furono concepite secondo l'idiosincrasia delle popolazioni in determinati momenti storici. Dopo, col trascorrere dei secoli, subirono delle trasformazioni d'accordo con l'evoluzione culturale delle stesse popolazioni.

Di conseguenza ogni religione è adatta, perchè fu adeguata alla mentalità della propria gente, indicando così un cammino da percorrere, osservando le proprie regole per raggiungere un traguardo.

Queste regole, in forma di precetti, comandamenti e obblighi non sono vissute e sentite da tutti nello stesso modo; per un uomo di fede possono paragonarsi a dei bellisiimi fiori; al contrario per un altro, carente di questa virtù, tutto l'opposto, rifiutandole categoricamente.

Il Mandala delle religioni

Perchè?

Semplicemente perchè lo stato di coscienza del secondo è diverso da quello del primo e, supponendo che si sia spinto oltre lo stato di massificazione, le risposte pre-confezionate dogmaticamente non lo soddisfano più, è andato oltre, ha superato i confini, cercando nuove risposte, per arricchire il proprio patrimonio conoscitivo, per la propria elevazione spirituale, trasformandolo in ricercatore.

Vediamo ora l'approccio alle religioni secondo l'età dell'individuo:

il bambino crede ciecamente.

il ragazzo inizia a ragionare.

l'uomo si distacca e l'anziano gode delle sue ultime conquiste che gli donano la serenità dei saggi. Al contrario l'anziano che non ha compreso la trascendenza che nascondono riti, dogmi e parabole, ritorna alla fede come quando era un fanciullo.

Insegnamento della religione nelle scuole

Le religioni non dovrebbero essere un obbligo o una costrizione, perchè tutti coloro che avranno la necessità di una vita rivelata (doppiamente velata), comunque, ne entreranno a far parte, mentre gli altri, i liberi ricercatori cercheranno risposte al di là dei dogmi o delle risposte pre-confezionate.

Ci vuole grande rispetto e comprensione per i primi che si accontentano e per gli altri che osando si immergono nei meandri dei misteri, anche perchè le strade verso Dio sono infinite e la scelta è una risultante dello stato di coscienza dell'individuo.

Questo operare si può paragonare ad un'immensa ruota dove esiste una periferia che non è altro che il cerchione esterno con dei raggi che confluiscono nell'asse centrale. Centro, punto fisso immobile che equivarrebbe a Dio, così ogni uomo sceglie un raggio-via che gli permetterà un avvicinamento alla centralità in accordo con il proprio sentire e operato.

Molti saggi maestri hanno affermato che le vie sono tante quanto sono gli uomini sulla faccia della terra.

In questa affermazione meravigliosa troviamo la libertà di scelta, perchè tutta l'Umanità, a prescindere dalla fede, del credo o di un atteggiamento ateo, volente o nolente, si trova in cammino verso il Centro-Centrum o Dio, dove tutte le prove culminano con una "laurea" che la Vita-Scuola ci ha proposto come crescita per la propria realizzazione spirituale.

Per questo motivo le cose non funzionano quando un Credo viene imposto come una costrizione, anche perchè il Principio Divino e Unico chiamato Dio è Infinitamente Misericordioso e sono convinto che un individuo spinto forzatamente per essere accolto nel Suo seno non sarà ben accetto come non lo sarà colui che l'ha spinto.

A questo punto si possono classificare in due tipi le persone che seguono le religioni: uno è istintivo e credulone, il secondo cosciente e dubbioso. Così il primo segue il suo "pastore" come facente parte di un gregge, eseguendo gli ordini impostigl; il secondo è libero d'intendere e di volere, interpretando e mettendo in discussione tutto, fino ad intravedere le Verità nascoste, svelando i misteri.

L'Eremita, simbolo del Ricercatore della Verità

Ecco che siamo arrivati ai misteri; la scoperta di questi diventa un vettore che lancia il pio ricercatore verso la trascendenza. Per questo motivo è importante osare spingendosi oltre, e poi oltre, perchè ne va di mezzo la propria progenie spirituale.

Ora vedremo quali metodi usano gli istintivi-creduloni: per prima cosa pensano che la storia religiosa, come viene raccontata, sia reale, vivendo la Passione come un vero fatto di cronaca. Immaginano Dio Padre come un anziano barbuto assiso sul suo trono di gloria e lo Spirito Santo come una graziosa colombella bianca. Vedono Angeli alati come uccelli che suonano trombe, violini e cetre per intrattenere santi, vergini e martiri per l'eternità, sperando di partecipare, un giorno, anche loro, a quei celesti festini.

Gli altri, invece, quelli coscienti e dubbiosi, cercano le Verità nascoste dietro alle parole, i gesti, i riti, riportando tutto all'uomo, in quanto l'uomo è un Microcosmo speculare al Macrocosmo. Così, cercando e ri-cercando troverànno tutte le risposte in loro stessi e, quando la Luce si farà nella loro coscienza, troveranno la libertà, diventando Uomini Giusti.

Infatti, Gesù stesso affermava che: "Il Regno di Dio è dentro l'uomo";

ed è proprio lì, nella sua interiorità, che dovrà cercare quel Fuoco-Luce che gli permetterà di "plasmare" il suo "Corpo di Gloria", per vivere la sua meritata Immortalità.

La prima parola che un iniziando troverà scritta in caratteri cubitali sarà "V.I.T.R.I.O.L." e la seconda sarà:"Conosci te stesso". Sembreranno parole enigmatiche e misteriose, eppure, date le circostanze, non le dimenticherà mai più.

Vediamone il significato: la traduzione è più o meno così: "Visità l'Interiore della Terra, trova la Pietra occulta e rettificala. Una volta realizzata quest'Opera, il Vitriol si trasforma in Vitriolum, il cui significato è:"Vera Medicinam".

Allora, cosa sarà mai questa Pietra? Anche Gesù, rivolgendosi a Pietro, lo chiama con questo nome, dicendogli che su quella stessa Pietra dovrà innalzare il suo Tempio.

Fabbrica della Pietra dei Filosofi

Questa Pietra che tutti gli uomini posseggono, non è altro che la famosa Pietra dei Filosofi, o meglio, Pietra Filosofale, che serve a trasmutare il piombo in oro, ossia, la Materia in Spirito donando la Salute Eterna, che tutti possono realizzare, uomini e donne.

Perchè? Perchè la ricerca spirituale serve a questo scopo, ad innalzare Templi alla Virtù e quando i vostri vizi si saranno trasformati in Virtù, la Luce riempirà il sacrario del vostro cuore. Ecco allora che la Grande Opera è realizzata.

E' chiaro che i cosiddetti "pastori" non accetteranno mai che una "pecora" sia uscita dal gregge e superi i limiti di conoscenza di loro stessi. Infatti molti di quei "Grandi" che nel medio evo sfidarono questi "pastori" furono torturati e bruciati vivi sui roghi, poichè fra i "pastori e le pecore" vi furono sempre anche i "cani pastore" che, per l'appunto, si definiscono tali: Cani! E in quei tempi erano davvero arrabbiati!

Eretici sul rogo dell'Inquisizione

Questo è il grande inghippo, dove i primi non riconoscono i secondi, quelli "auto-liberati".

Ed è così che fra le due forme di religiosità o liturgia (lavorare la pietra) si è creata un'immensa dicotomia. Invece, colui che si è spinto verso la Luce della Conoscenza, con grande sacrificio, dovrebbe essere riconosciuto dalla "Madre" invece di essere punito e messo alla berlina e considerato in Peccato Mortale, se non addirittura scomunicato.

Ecco a voi l'eterna lotta fra contenuto e contenitore, ossia, fra esoterismo ed essoterismo, e mi domando: e se un giorno qualche "pastore" intelligente, innamorato della Verità, ossia della Grazia, celebrasse un "matrimonio sacro", a due, in modo da ricercare Dio?

Allora quei martiri che morirono, colpevoli di tanta Luce, saranno soddisfatti e , finalmente, sarà fatta Giustizia da cui i "pastori" riceveranno in dono la Pace.

Anche il Maestro Gesù a questo proposito ammoniva:"Guai a voi, dottori della legge, perchè avete rubato la chiave della scienza: voi non siete entrati e lo avete impedito a coloro che volevano entrare.". (Luca 11,52)

 

di Alfredo Di Prinzio

 
 

 
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