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Vizi e Virtù
- La Giustizia -

(21/11/2016)

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La frase che la Tradizione Ermetica ci fa ripetere più spesso e volentieri è : Tutto è giusto e perfetto !

La domanda che sorge all’ascoltarla è: “Ma di quale giustizia si parla e soprattutto verso quale perfezione si deve tendere per rispettare questo assunto?”

Analizziamo il 5° vizio, la Lussuria, la cui trasformazione realizzerà la 5a virtù, ossia la Giustizia, per dare il modo di completare quella che viene definita la Stella a cinque punte, vale a dire l’uomo che ha la Coscienza di sé, poiché agli altri quattro pianeti (Sole- Luna- Mercurio - Marte), si aggiunge Venere, il cui potere influenza anche la Lussuria.

L’intento di volgere sempre un occhio all’origine del termine, fa notare che dal latino Luxus cioè “eccesso”, si ottiene quello che potremmo definire “rendere estremo” un amore, visto solo come funzione del possesso dell’altro; possedere = occupare.

L’invasione di uno spazio come da padrone, fa derivare un atteggiamento di disprezzo verso colui o colei che vengono scelti come bersagli, nella manifestazione di quello che può definirsi un surrogato dell’amore, per dare importanza solo al fatto di essere possessore della cosa o della persona e tenerla soggiogata.

Coloro scelti come bersagli, diventano dunque semplicemente oggetti dei propri smodati desideri e non vengono presi in considerazione per le loro forme espressive.

D'altronde, la parola desiderio significa “allontanarsi dalle stelle”, il suo opposto, considerare, letteralmente “osservare gli astri”, tiene conto di degna stima.

E’ questo apprezzamento che pone sullo stesso piano la relazione amorosa di coloro che la vivono nel rispetto reciproco, per la corrisposta felicità e il raggiungimento delle stelle!

Cosa c’è alla base del vizio della Lussuria che deve essere trasformato per ottenere la sua opposta virtù definita Giustizia?

Il percorso verso la trasmutazione di questo eccesso, conduce alla ricerca di un equilibrio in sé stessi, come manifestazione del comprendere che a livello fisico, proprio del corpo, la sede di questi due opposti è nelle ghiandole surrenali e nella colonna vertebrale.

Lo studio dei Tarocchi, ha dato la possibilità di far comprendere questi arcani.

La lama n. 8, la Giustizia, reca tra le sue mani due elementi di spicco: la bilancia e la spada che sintetizzano le due zone fisiche appena accennate.

Nel corpo umano, la funzione dei reni è filtrare il sangue che, per essere depurato, passa attraverso questi organi, vi deposita vari elementi, si alleggerisce, per permettere alle due ghiandole di trasformarli in urina, la quale, veicolata all’esterno del corpo, è carica di principi e sostanze preziose.

L’azione reiterata della sua immissione nel fisico attraverso la “fase citrina”, potrà fornire la giusta strumentazione per modificare le cellule e riattivare la propria memoria genetica.

Inoltre, gli ormoni prodotti da tali ghiandole, sono molto importanti per la sublimazione dell’energia creatrice che, spiritualizzata, risalirà alla testa dalla colonna vertebrale.

In sintesi, se i reni, come i piatti della bilancia, sono mantenuti sempre in salute, in equilibrio, saranno in grado di dare modo all’energia che vi passa attraverso, di essere usata e dosata senza sprechi, senza eccessi e soprattutto, indirizzata e veicolata al raggiungimento della propria androginia.

L’azione che viene compiuta è dunque un SACRIFICIO: immolare la propria “ostia” sull’altare del corpo, vuol dire rendere sacro (SACRO UFFICIO) l’atto d’amore e l’energia che si sprigiona potrà essere proiettata verso scopi elevati e di trasmutazione.

Come anzidetto, il pianeta Venere sovrintende il vizio e la rispettiva virtù presa in considerazione in questa speculazione.

E’ da notare che il corpo celeste ha la stessa denominazione della dea dell’amore e della bellezza nel suo più ampio significato e dato che l’astronomia e gli studi scientifici, hanno insegnato che la sua atmosfera è costituita da anidride carbonica e acido solforico.

Si tratta di un posto non propriamente adatto alla vita, come viene invece intesa sulla Terra.

Anzi, diciamo che risulta essere davvero velenoso!

Dunque, come mai il pianeta ha lo stesso nome della dea?

La parola “veleno”, proviene dal lat. "venenum". Connesso con Venus=Venere, così come il greco “philtron", è legato al verbo “philein"= amare, perché all’inizio il significato di veleno era “filtro amoroso” o cozione di piante magiche.

A questo punto è doveroso tirare delle somme.

L’atto amoroso che unisce un uomo e una donna, fa scaturire quell’energia, che potremmo definire “filtro amoroso”, panacea universale, la quale, debitamente trasmutata e indirizzata verso lo Spirito, può condurre i due amanti a ritrovare in sé stessi, l’androgino.

Ma questa confermata trasformazione dei vizi in virtù, coinvolge anche la sfera dei cosiddetti metalli pesanti che, analogicamente, sono presenti nel corpo dell’essere umano.

Il metallo corrispondente al pianeta Venere, è il RAME.

Ha un colore rosso chiaro, ma, se rimane lungamente a contatto con l’aria e l’ossigeno in essa contenuto, diventa verde, perché si ossida, come se acquistasse vigore e vita (VERDE da VIRIDE = ESSERE VERDE e in seguito ESSERE RIGOGLIOSO).

L’amore sacro fra due esseri, è vita e rigoglio!

Infine, il metallo Rame è un ottimo conduttore di elettricità e calore.

Sono le stesse qualità che si riscontrano in una relazione giusta e perfetta (realizzata), fra due amanti che possono essere pensati come i due poli di una batteria, l’uno positivo (elettrico) e l’altra negativa (magnetica).

L’incontro fisico tra i due genera attrito che a sua volta produce elettricità e calore attraverso i quali si crea la vita su questo piano.

E’ possibile considerare questo calore come un “fuoco” che se sprigionato attraverso il contatto fisico di coloro che si amano nella Giustizia, è teso ad ottenere una perfezione, volta nella costante ricerca dell’equilibrio interiore e del rispetto dei propri spazi sacri, che potrà condurre all’elevazione delle anime verso lo Spirito.

... Tutto è giusto e perfetto!


 

Isabella

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